mercoledì 22 maggio 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: PARTE “MISSION DARK SKY” LA CAMPAGNA GLOBALE DI SENSIBILIZZAZIONE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO DI COSMOBSERVER


Parte ufficialmente MISSION DARK SKY, la Campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso promossa da COSMOBSERVER


L’Italia è il Paese del G7 con il tasso di inquinamento luminoso più alto. Proprio dall’Italia quindi, parte la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso “MISSION DARK SKY”. Promossa dal progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER, e fortemente voluta dal divulgatore ed esperto di inquinamento luminoso Emmanuele Macaluso, la campagna sarà presentata ufficialmente il prossimo 23 maggio.

Oltre all’appoggio divulgativo di COSMOBSERVER, la campagna si avvarrà fin dall’inizio della collaborazione con importanti centri di ricerca scientifica, media partner e prestigiose realtà del mondo della sostenibilità ambientale. Le attività comunicative e strategiche di MISSION DARK SKY saranno supervisionate dal Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.) del Manifesto del Marketing Etico.

“Fin dalla sua fondazione, COSMOBSERVER ha dato ampio spazio alla divulgazione del problema dell’inquinamento luminoso e alle sue conseguenze sulla salute umana, la flora e la fauna – dichiara il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, che continua – Quello dell’inquinamento luminoso è un problema globale, del quale si parla poco, perché al contrario di altre discipline ambientali non porta a litigiosità, in quanto i dati scientifici portano tutti verso le stesse conseguenze. La mancanza di scontri scientifici e sociali non porta visibilità verso questa tematica. Un problema globale merita una campagna di sensibilizzazione globale. Con MISSION DARK SKY daremo voce e risonanza agli istituti di ricerca, e produrremo prodotti divulgativi e virali su scala globale per portare l’attenzione dell’opinione pubblica verso l’inquinamento luminoso e le sue conseguenze”.

Un'altra eccellenza scientifica e divulgativa internazionale parte dell’Italia e porterà all’attenzione del mondo una tematica sempre più impattante per il nostro pianeta.

Di seguito tutti i canali per seguire e entrare in contatto con MISSION DARK SKY:

Web                 www.cosmobserver.com
Mail                 thecosmobserver@gmail.com
Instagram        www.instagram.com/missiondarksky
Facebook        www.facebook.com/missiondarksky
Twitter             https://twitter.com/missiondarksky
Hashtag          #missiondarksky  -    #bringusthesky

mercoledì 15 maggio 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL 23 MAGGIO PARTE “MISSION DARK SKY” LA CAMPAGNA GLOBALE DI SENSIBILIZZAZIONE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO DI COSMOBSERVER


Il 23 maggio parte MISSION DARK SKY, la Campagna Globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso promossa da COSMOBSERVER


L’Italia è il Paese del G8 con il tasso di inquinamento luminoso più alto. Non è quindi un caso che proprio dall’Italia parta la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. Promossa dal progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER, e fortemente voluta dal divulgatore ed esperto di inquinamento luminoso Emmanuele Macaluso, la campagna sarà presentata ufficialmente il prossimo 23 maggio.

Oltre all’appoggio divulgativo di COSMOBSERVER, la campagna si avvarrà fin dall’inizio della collaborazione con importanti centri di ricerca scientifica, media partner e prestigiose realtà del mondo della sostenibilità ambientale. Le attività comunicative e strategiche di MISSION DARK SKY saranno supervisionate dal Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.) del Manifesto del Marketing Etico.

“Fin dalla sua fondazione, COSMOBSERVER ha dato ampio spazio alla divulgazione del problema dell’inquinamento luminoso e alle sue conseguenze sulla salute umana, la flora e la fauna – dichiara il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, che continua – Quello dell’inquinamento luminoso è un problema globale, del quale si parla poco, perché al contrario di altre discipline ambientali non porta a litigiosità, in quanto i dati scientifici portano tutti verso le stesse... CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA QUI >>>



Staff cosmobserver.com 

venerdì 22 marzo 2019

L’ANALISI DI COSMOBSERVER SULLA DEMO-1 DI SPACE X E NASA CONQUISTA IL WEB

A poche ore dalla pubblicazione, sono migliaia le visualizzazioni dell’analisi che il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso ha scritto sulla missione spaziale della NASA e Space X.

Sta facendo il giro del web ed è stata rilanciata da diverse testate e sui social, l’analisi che il divulgatore ed esperto di marketing Emmanuele Macaluso ha scritto per COSMOBSERVER, il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio.

A poche ore dal rientro della capsula Crew Dragon, costruita da SpaceX, l’azienda fondata dal visionario imprenditore Elon Musk, Emmanuele Macaluso ha sviluppato una lunga analisi che svela i retroscena strategici e comunicativi dietro questo successo di NASA e SpaceX, e nella quale racconta i prossimi passi dell’esplorazione spaziale americana. L’analisi ha attirato l’attenzione di diverse testate giornalistiche generaliste e di settore ed è stata oggetto anche di un notevole tam tam sui social network.


Esperto di marketing e divulgatore scientifico, Emmanuele Macaluso collabora con astronauti, oltre che di COSMOBSERVER, è il fondatore del G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) e uno dei massimi esperti mondiali di inquinamento luminoso. Per le sue capacità divulgative, è stato definito dalla stampa l’Al Gore italiano.

È possibile leggere l’analisi completa a questo indirizzo http://www.cosmobserver.com/articles/analysis/004-Demo-1-SpaceX/demo-1-crew-dragon-spacex.htm


Canali ufficiali COSMOBSERVER
Twitter: https://twitter.com/thecosmobserver

lunedì 11 marzo 2019

DEMO-1 CREW DRAGON DI SPACEX: ANALISI E CONSIDERAZIONI

La missione:
è partita lo scorso 2 marzo, dalla rampa 39 A di Cape Canaveral, con l’utilizzo di un vettore SpaceX Falcon 9, la Missione denominata Demo-1. L’obiettivo di questo test è stato quello di portare in orbita la navetta di SpaceX Crew Dragon”, una capsula progettata per il trasporto di 7 astronauti.
Il razzo Falcon 9 è già stato utilizzato con successo da SpaceX per una dozzina di voli di rifornimento cargo verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Durante questo test di volo, a bordo della Crew Dragon era presente “Ripley”, un manichino munito di sensori che aveva il compito di monitorare le sollecitazioni e i parametri ai quali saranno sottoposti i futuri astronauti.
Una curiosità di marketing: Il nome scelto per il manichino è ispirato a Ellen Ripley, la protagonista del film “Alien”.
("Ripley", il manichino che con i suoi sensori acquisisce dati sulle sollecitazioni dei futuri astronauti all'interno di Crew Dragon – Credits Nasa / SpaceX)


La Demo-1 ha portato a termine con successo l’intera missione, che è durata da sabato 2 a venerdì 8 marzo, e che è stata suddivisa nelle seguenti fasi:

- Lancio della capsula Crew Dragon con l’utilizzo del vettore Falcon 9.
- Ingresso in orbita e inseguimento della ISS - International Space Station
- Docking, ovvero aggancio automatico con la stazione orbitante
- Ispezione dell’interno della navicella Crew Dragon da parte di alcuni membri dell’attuale spedizione a bordo della ISS. Anne Mc Clain (USA), Oleg Kononenko (RUS) e David Saint-Jacques (CAN).
- Scarico dei circa 180 Kg di materiale a bordo della navetta, e carico del materiale da far rientrare sulla Terra
- Fase di Undocking, ovvero sgancio della Crew Dragon dalla ISS
- Avvicinamento, inserimento nella traiettoria di rientro 
- Rientro nell’atmosfera terrestre
- Ammaraggio nell’Oceano Atlantico
 
Dal punto di vista ingegneristico, la missione non è stata una sfida “impossibile”, in quanto per modalità e tecnologia ha ricordato i parametri già in uso dalle Soyuz e dal Programma Apollo. Tuttavia, bisogna ammettere che, a parità di concetto, i 7 posti a disposizione della Crew Dragon (rispetto ai 3 di Soyuz e Apollo), uniti al moderno e accattivante design degli interni e alle nuove tecnologie informatiche applicate, hanno portato la navicella ad un livello più attuale dal punto di vista tecnologico.

Continua a leggere l'analisi completa su COSMOBSERVER a questo link >>>



Emmanuele Macaluso 

domenica 3 marzo 2019

PERSONAGGI E PERSONALITA': INTERVISTA A DAVIDE SIVOLELLA

Davide Sivolella, classe 1981, è un ingegnere aerospaziale laureato al Politecnico di Torino. È uno dei massimi esperti mondiali del Programma Space Shuttle, al quale ha dedicato due saggi: “To Orbit and Back Again – How the Space Shuttle Flew in Space” (già recensito da COSMOBSERVER qui) e “The Space Shuttle Program – Technologies and Accomplishments” (in prossima recensione), entrambi scritti in inglese e editi da Springer. Attualmente vive e lavora in Gran Bretagna ed è uno dei responsabili della manutenzione straordinaria dei velivoli della compagnia aerea British Airways.
 
È una bella giornata di sole quella che fa da sfondo all’incontro con Davide Sivolella. Nell’ambito scientifico molto spesso l’esperienza e l’età vanno di pari passo. Davide è sicuramente il più giovane intervistato da COSMOBSERVER, tuttavia rappresenta un’eccellenza assoluta. A detta di alcuni astronauti ai quali abbiamo sottoposto i suoi due saggi sullo Space Shuttle, quelli scritti da Sivolella sono sembrati i più completi, corretti e comprensibili. Quello che colpisce di Davide è l’accento tipico di chi ormai pensa raramente in italiano. Infatti, come purtroppo capita sempre più spesso, ci siamo trovati di fronte all’ennesimo “cervello in fuga” da un’Italia che dopo averlo preparato e formato non lo ha accolto come meritava nel mondo del lavoro. Un peccato, visto il valore che ha successivamente dimostrato. L’intervista inizia in modo informale e rilassato.

D. Davide, raccontaci la tua storia

R. Dopo la laurea in ingegneria aerospaziale, I° e II° livello con il nuovo ordinamento, presso il Politecnico di Torino, ho cercato lavoro nell’ambito delle imprese aerospaziali. In attesa di risposta ho deciso di andare a Londra per migliorare il mio inglese.

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO QUI 

lunedì 14 gennaio 2019

IL GROCA DI COSMOBSERVER IN ALTA QUOTA PER STUDIARE L’ECLISSI DI LUNA DEL 21 GENNAIO


Il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica), team di ricerca di COSMOBSERVER, in partenza per osservare l’eclissi totale di Luna del 21 gennaio.


Sarà un team di ricerca formato da astronomi, astrofili e astrofotografi quello in partenza per le Alpi piemotesi in vista dell’Eclissi di Luna del prossimo 21 gennaio.

Capitanato e coordinato dal divulgatore scientifico - e fondatore di COSMOBSERVER - Emmanuele Macaluso, il gruppo andrà in alta quota per poter studiare il fenomeno lontano da fonti di inquinamento luminoso e in un’area particolarmente adatta a questo tipo di attività, in grado di poter accogliere il team di ricerca e le sue attrezzature. La fornitura dei teloscopi è affidata al produttore italiano Konus, partner tecnico e fornitore ufficiale di COSMOBSERVER e del G.R.O.C.A.

Attivo fin dal 2015, ma fondato ufficialmente nel giugno del 2018, il G.R.O.C.A. fa parte della “Research Division” (Divisione Ricerca nda) di COSMOBSERVER, il progetto di ricerca e divulgazione che ha il suo headquarter a Torino, e che in pochi anni si è posto con grande credibilità all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo divulgativo italiano.
A causa dell’inquinamento luminoso, per studiare e fare attività di ricerca e divulgazione, il G.R.O.C.A. è “costretto” ad andare in alta quota, lontano da centri abitati e aree illuminate artificialmente. Purtroppo l’Italia, e in particolare l’area settentrionale del Paese, è la più inquinata di tutta Europa. L’attività di ricerca del GROCA viene quindi spesso svolta ad alta quota, in Italia e all’estero. Fanno parte del G.R.O.C.A. un team selezionato di ricercatori, divulgatori scientifici, astrofisici e astronomi. Tra i membri onorari citiamo l’astronomo Walter Ferreri e il divulgatore scientifico Piero Bianucci.

Abbiamo la fortuna di poter assistere a pochi mesi di distanza ad un’altra eclissi totale di Luna – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Stiamo organizzando una spedizione in alta quota sulle Alpi piemontesi, in modo da essere riparati dal problema dell’inquinamento luminoso e poterci mettere nelle condizioni di poter sfruttare tutte le potenzialità dei nostri strumenti osservativi e di ricerca. I nostri astrofotografi sono pronti a scattare molte foto che condivideremo con il pubblico attraverso i social media (Facebook, Instagram e Twitter nda) e guarderemo il fenomeno attraverso i nostri telescopi. Il picco dell’eclissi sarà in piena notte, alle 5:41 ci sarà l’inizio della fase totale e la fase massima sarà alle 6:13,  vista la stagione e l’altitudine, ci aspettano temperature molto rigide. Sono sicuro che ne varrà la pena. Raccoglieremo dati per il nostro archivio e li metteremo a disposizione prossimamente”.

Scopri di più sul G.R.O.C.A. a questo link http://www.cosmobserver.com/GROCA.htm

Un impegno di coordinamento organizzativo e di ricerca notevole, che il GROCA affronterà e condividerà attraverso i canali ufficiali di COSMOBSERVER, di seguito elencati:

Canali ufficiali COSMOBSERVER

venerdì 11 gennaio 2019

COSMOBSERVER RECENSISCE “L’ULTIMO UOMO SULLA LUNA” IL LIBRO DELL’ASTRONAUTA NASA EUGENE CERNAN


È firmata dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso la recensione del libro scritto dall’astronauta della NASA americano Eugene “Geno”


È firmata dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso la recensione del libro scritto dall’astronauta americano Eugene “Geno” Cernan, l’ultimo uomo che ha calcato il suolo del nostro satellite naturale.

Cernan ha scritto il suo libro in collaborazione con il giornalista del The New York Times Don Davis. La versione italiana de “L’ultimo uomo sulla Luna” è edita da Cartabianca Publishing e rappresenta uno straordinario racconto non solo delle tre missioni di Eugene Cernan, ma dell’intera epopea spaziale americana.
Cernan è stato nello spazio tre volte, la prima a bordo della missione Gemini 9, la seconda su Apollo 10 e la terza su Apollo 17, l’ultima missione della NASA sulla Luna. Un racconto da “insider”, che tiene conto non solo del fattore tecnologico, ma anche – e soprattutto – umano.

Vi invitiamo a leggere la recensione del libro a questo indirizzo http://www.cosmobserver.com/articles/reviews/007%20eugene-cernan/l-ultimo-uomo-sulla-luna.htm