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giovedì 2 gennaio 2020

EVENTI ASTRONOMICI 2020

Il 2020 si preannuncia un anno importante per gli appassionati di astronomia. Eclissi lunari e solari, opposizioni, elongazioni e gli sciami meteorici che invitano anche i non amanti del cielo a guardare verso il cosmo.
Come da consuetudine, anche quest’anno COSMOBSERVER pubblica il calendario con gli eventi astronomici dell’anno e qualche informazione utile per poter godere di questi spettacolari fenomeni. Molti di questi fenomeni saranno al centro dell'attività di ricerca del G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) di COSMOBSERVER.
 
Cieli sereni.
 
Emmanuele Macaluso
 
 
Gennaio
> 3/4 gennaioQuadrantidi (Con un massimo di 40 meteore all’ora)
> 10 gennaio -Eclissi lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte dell’Europa, Africa, Asia, Oceano Indiano e Australia occidentale.
 
Febbraio
> 9 febbraio: Massima elongazione est di Mercurio.
 
Marzo
> 20 marzo - Equinozio di primavera (03:50)
> 24 marzo - Massima elongazione ovest di Mercurio e massima elongazione est di Venere.
 
Aprile
> 22/23 aprileLiridi (Con una media di 20 meteore all’ora), sono prodotte da particelle di polvere lasciate dalla cometa C / 1861 G1 Thatcher.
 
Maggio
> 6/7 maggio - Eta Aquaridi (Circa 30 meteore all’ora). Prodotte da particelle di polvere lasciate dalla cometa Halley.
 
Giugno
> 4 giugno - Massima elongazione est di Mercurio.
> 5 giugno - Eclissi lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte dell’Europa, Africa, Asia, Australia, Oceano Indiano e Australia.
> 20 Giugno 2020 - Solstizio d’estate (21:44)
> 21 giugno -Eclissi solare anulare totale. Il percorso dell’eclissi inizierà nell’Africa centrale e viaggerà attraverso l’Arabia Saudita, l’India settentrionale e la Cina meridionale prima di finire nell’Oceano Pacifico.
 
Luglio
> 5 luglio - Eclissi lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte del Nord America, del Sud America, dell’Oceano Pacifico orientale, dell’Oceano Atlantico occidentale e dell’Africa occidentale estrema.
> 14 luglio - Opposizione di Giove.
> 20 luglio  - Opposizione di Saturno.
> 22 luglio -  Massima elongazione ovest di Mercurio.
> 28/29 Luglio - Delta Aquarii (Fino a 20 meteore all’ora). Questa pioggia è prodotta dai detriti lasciati dalle comete Marsden e Kracht. Le meteore saranno visibili principalmente nella costellazione dell’Acquario, ma possono apparire ovunque nel cielo.
 
Agosto
>12/13 agosto - Perseidi (Fino a 60 meteore all’ora). Lo sciame è prodotto dalla cometa Swift-Tuttle. La migliore visione sarà da una posizione buia dopo la mezzanotte.
> 13 agosto - Massima elongazione ovest di Venere.
 
Settembre
> 11 settembre - Opposizione di Nettuno.
> 22 Settembre 2020 - Equinozio d’autunno (13:31)
 
Ottobre
> 1 ottobre - Massima elongazione est di Mercurio.
> 7 ottobre - Draconidi (Circa 10 meteore all’ora). Il fenomeno è prodotto dai granelli di polvere lasciati dalla cometa 21P Giacobini-Zinner.
> 13 ottobre - Opposizione di Marte.
> 21/22 ottobre - Orionidi (Fino a 20 meteore all’ora). Granelli di polvere lasciati dalla cometa di Halley.
> 31 ottobre - Opposizione di Urano.
 
Novembre
> 4/5 novembre - Tauridi (Circa 5-10 meteore all’ora). Consiste in due flussi separati. Il primo flusso è prodotto da granelli di polvere lasciati da Asteroid 2004 TG10. Il secondo dai detriti lasciati da Comet 2P Encke.
> 10 novembre - Massima elongazione ovest di Mercurio.
> 17/18 novembre - Leonidi (Fino a 15 meteore all’ora). Questa pioggia è unica in quanto ha un picco ciclonico ogni 33 anni dove si possono vedere centinaia di meteore all’ora.
> 30 novembre - Eclisse lunare penombrale. L’eclissi sarà visibile in gran parte del Nord America, dell’Oceano Pacifico e del Nord-est asiatico, incluso il Giappone.
 
Dicembre
> 13/14 dicembre -Geminidi (Fino a 120 meteore multicolori all’ora). È prodotta da detriti lasciati da un asteroide conosciuto come 3200 Phaethon.
> 14 dicembre - Eclissi solare totale. L’eclissi totale sarà visibile solo in alcune parti del Cile meridionale e dell’Argentina meridionale.
> 21 Dicembre 2020 - Solstizio d’inverno (10:02)

> 21/22 dicembre -Ursidi ( 5-10 meteore all’ora). Fenomeno prodotto dai granelli di polvere lasciati dalla cometa Tuttle. 

lunedì 14 gennaio 2019

IL GROCA DI COSMOBSERVER IN ALTA QUOTA PER STUDIARE L’ECLISSI DI LUNA DEL 21 GENNAIO


Il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica), team di ricerca di COSMOBSERVER, in partenza per osservare l’eclissi totale di Luna del 21 gennaio.


Sarà un team di ricerca formato da astronomi, astrofili e astrofotografi quello in partenza per le Alpi piemotesi in vista dell’Eclissi di Luna del prossimo 21 gennaio.

Capitanato e coordinato dal divulgatore scientifico - e fondatore di COSMOBSERVER - Emmanuele Macaluso, il gruppo andrà in alta quota per poter studiare il fenomeno lontano da fonti di inquinamento luminoso e in un’area particolarmente adatta a questo tipo di attività, in grado di poter accogliere il team di ricerca e le sue attrezzature. La fornitura dei teloscopi è affidata al produttore italiano Konus, partner tecnico e fornitore ufficiale di COSMOBSERVER e del G.R.O.C.A.

Attivo fin dal 2015, ma fondato ufficialmente nel giugno del 2018, il G.R.O.C.A. fa parte della “Research Division” (Divisione Ricerca nda) di COSMOBSERVER, il progetto di ricerca e divulgazione che ha il suo headquarter a Torino, e che in pochi anni si è posto con grande credibilità all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo divulgativo italiano.
A causa dell’inquinamento luminoso, per studiare e fare attività di ricerca e divulgazione, il G.R.O.C.A. è “costretto” ad andare in alta quota, lontano da centri abitati e aree illuminate artificialmente. Purtroppo l’Italia, e in particolare l’area settentrionale del Paese, è la più inquinata di tutta Europa. L’attività di ricerca del GROCA viene quindi spesso svolta ad alta quota, in Italia e all’estero. Fanno parte del G.R.O.C.A. un team selezionato di ricercatori, divulgatori scientifici, astrofisici e astronomi. Tra i membri onorari citiamo l’astronomo Walter Ferreri e il divulgatore scientifico Piero Bianucci.

Abbiamo la fortuna di poter assistere a pochi mesi di distanza ad un’altra eclissi totale di Luna – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Stiamo organizzando una spedizione in alta quota sulle Alpi piemontesi, in modo da essere riparati dal problema dell’inquinamento luminoso e poterci mettere nelle condizioni di poter sfruttare tutte le potenzialità dei nostri strumenti osservativi e di ricerca. I nostri astrofotografi sono pronti a scattare molte foto che condivideremo con il pubblico attraverso i social media (Facebook, Instagram e Twitter nda) e guarderemo il fenomeno attraverso i nostri telescopi. Il picco dell’eclissi sarà in piena notte, alle 5:41 ci sarà l’inizio della fase totale e la fase massima sarà alle 6:13,  vista la stagione e l’altitudine, ci aspettano temperature molto rigide. Sono sicuro che ne varrà la pena. Raccoglieremo dati per il nostro archivio e li metteremo a disposizione prossimamente”.

Scopri di più sul G.R.O.C.A. a questo link http://www.cosmobserver.com/GROCA.htm

Un impegno di coordinamento organizzativo e di ricerca notevole, che il GROCA affronterà e condividerà attraverso i canali ufficiali di COSMOBSERVER, di seguito elencati:

Canali ufficiali COSMOBSERVER

martedì 26 giugno 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: WALTER FERRERI E PIERO BIANUCCI MEMBRI ONORARI DEL G.R.O.C.A. (GRUPPO DI RICERCA E OSSERVAZIONE COSMOLOGICA E ASTRONOMICA) DI COSMOBSERVER

  (Nella foto da sinistra: Walter Ferreri, Emmanuele Macaluso, Piero Bianucci 
Photo: Daniele Corna)

Nel corso della presentazione del libro "Marte - Il lungo cammino verso la conoscenza del Pianeta Rosso", scritto dall'astronomo Walter Ferreri, nella prestigiosa cornice del Circolo dei Lettori di Torino, il fondatore di COSMOBSERVER e del G.R.O.C.A. - Emmanuele Macaluso - ha conferito all'autore del libro e al divulgatore scientifico Piero Bianucci la nomina di membri onorari del G.R.O.C.A.

Leggi l'articolo completo qui 

martedì 3 maggio 2016

PERSONAGGI E PERSONALITA’: INTERVISTA A DANIELE GARDIOL


Daniele Gardiol è un astronomo e tecnologo italiano, attualmente operativo presso l’Osservatorio Astrofisico di Torino – INAF. Dal 1997 al 1999 ha contribuito alla costruzione del Telescopio Nazionale Galileo sito alle Canarie. Ha collaborato al progetto “Gaia” e attualmente è impegnato in due progetti internazionali: il “Cherenkov Telescope Array” e “Prisma”. Il suo curriculum conta ad oggi più di 50 pubblicazioni scientifiche e oltre 100 note tecniche.

Per la seconda volta mi reco all’Osservatorio Astrofisico di Torino, per intervistare un astronomo di questo prestigioso sito astronomico. L’intervista si svolge all’esterno, sulla terrazza degli uffici che si affaccia su una splendida vallata, e che viene utilizzata anche per svolgere alcune serate osservative organizzate dal vicino planetario.
L’intervista inizia con la mia curiosità circa il termine “tecnologo”. Gardiol, dimostrando anche un’ottima capacità divulgativa, mi spiega che il tecnologo è un astronomo specializzato nello sviluppo della tecnologia applicata all’astronomia e ai suoi strumenti. Apprendo che negli enti di ricerca, tra i quali rientra anche l’INAF, esistono due tipologie di scienziati: il ricercatore e il tecnologo. L’importanza delle due figure è assolutamente equiparabile.
Il ricercatore è l’astronomo che osserva, studia, scopre e attraverso pubblicazioni o altri canali divulgativi condivide quello che ha imparato a conoscere. Il tecnologo è colui che si occupa dello sviluppo della strumentazione, attraverso simulazioni e una grande capacità di provare a prevedere tutte le condizioni di utilizzo dello strumento. Il lavoro del tecnologo avviene generalmente prima di quello del ricercatore, che in seguito utilizzerà le tecnologie sviluppate dal primo.
Quanto appena scritto è esaltante se si pensa che gli ambiti operativi di un tecnologo moderno sono complessi e al limite della fantascienza.
È il caso di Daniele Gardiol che ha collaborato alla buona riuscita di progetti internazionali di assoluta eccellenza. Tra questi spicca la missione “Gaia” dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Ha iniziato occupandosi di uno strumento di bordo denominato “BAM” (Basic Angle Monitoring), grazie al quale la sonda riesce ad interpretare l’angolo tra i due telescopi che utilizza per la mappatura dell’universo. Conoscere l’esatta angolazione di questi due strumenti permette di poter sovrapporre quello che “vedono” i due telescopi, creando un’immagine con un margine di errore pressoché inesistente nella costruzione della mappa dell’universo che la sonda ci sta inviando.
Un progetto che ha unito l’astronautica all’astronomia e che ha visto il mio intervistato ricoprire il ruolo di “coordinatore del modello di strumento”.

Proprio Gaia può farci comprendere un altro aspetto della complessità del lavoro del tecnologo. Una sonda è un prototipo, un pezzo unico e dal valore economico-scientifico valutabile in milioni di dollari. Il tecnologo deve prevedere ancor prima del lancio, tutte le possibili condizioni interne ed esterne alle quali sarà sottoposta la delicata attrezzatura di bordo.
Anche una macchina di Formula 1 è un prototipo, tuttavia si deve però pensare che in caso di malfunzionamenti, oltre alla telemetria, alla fine del giro di pista, i meccanici possono agire manualmente su un’eventuale problema del mezzo. Questo non può avvenire per una sonda spaziale. Quindi attraverso simulazioni, confronti con gli altri membri del progetto e una grande capacità previsionale, il tecnologo si assume la responsabilità del futuro funzionamento di un progetto da milioni destinato a viaggiare nel cosmo.
Il progetto Gaia per il tecnologo è terminato il 19 dicembre del 2013, con il lancio da parte dell’ESA e la partenza dalla Guiana francese.

Attualmente Gardiol è impegnato principalmente in due progetti. Il primo è il “Cherenkov Telescope Array” (CTA), gestito da un consorzio mondiale che attraverso questo progetto si pone come obiettivo quello di osservare da terra i raggi gamma provenienti dal cosmo.
Mi viene spiegato che, quando i raggi gamma raggiungono l’atmosfera terrestre, attraverso cambiamenti fisici, producono degli sciami di particelle. Questi sciami producono una luminescenza di colore blu, nota come “radiazione di Cherenkov”. Attraverso lo studio di queste radiazioni luminose si può risalire alle caratteristiche del raggio gamma e studiare l’oggetto celeste che lo ha prodotto. È come se studiando gli effetti di un fenomeno fisico, andando a ritroso, se ne possa comprendere anche l’origine. Sono impegnati in questa ricerca circa un centinaio di telescopi, di diversa grandezza,  posizionati su un km quadrato circa. Gardiol partecipa allo sviluppo del software di controllo dell’ottica attiva dei telescopi piccoli coinvolti nel progetto. Ogni telescopio ha al suo interno degli specchi segmentati che hanno il compito di catturare la luce. Questi specchi devono essere riposizionati, attraverso delle correzioni a bassa frequenza, ogni volta che si sposta lo strumento. Ulteriori informazioni su questo progetto sono disponibili sul sito ufficiale https://portal.cta-observatory.org/Pages/Home.aspx

Il secondo progetto che vede in prima linea il mio intervistato, e che coinvolge attualmente anche i francesi, si chiama “PRISMA” (Prima Rete Italiana per lo Studio delle Meteore e dell’Atmosfera).
PRISMA consiste nel posizionamento di alcune telecamere puntate costantemente verso il cielo. Le telecamere sono protette da uno chassis che le rende simili a delle bottigliette d’acqua da mezzo litro. Una di queste è posizionata sul tetto dell’osservatorio di Torino e potete vederla nella foto che correda questo articolo, posizionata sul muretto accanto al protagonista. Tutte le “telecamere” utilizzate sono identiche, eliminando differenze di ottiche e software; scattano 30 immagini al secondo e sono collegate in rete con un elaboratore centrale che elabora tutte le informazioni. Ogni volta che una meteora entra nell’atmosfera viene ripresa da più angolazioni.
Grazie all’incrocio dei dati, alla triangolazione delle informazioni, si possono ottenere molte indicazioni utili circa la provenienza, l’orbita e il sito nel quale sarà possibile raccogliere eventuali meteoriti. Una vera e propria mappatura delle meteore sul cielo italiano e francese. È tuttavia facile immaginare che questo progetto possa estendersi anche ad altri Paesi europei. Una di queste telecamere ad esempio è già attiva in Austria. È possibile seguire l’andamento di PRISMA sul sito www.fripon.org.

L’intervista al Dott. Gardiol termina parlando di divulgazione e della sua importanza. Mi spiega che la sua esperienza lo ha portato a riconoscere due tipi di divulgazione attraverso i libri. Nel primo caso ci troviamo di fronte ad un tipo di divulgazione così rigorosa che diventa poco fruibile dal non addetto ai lavori. Nel secondo caso invece ci troviamo di fronte ad una divulgazione un po’ troppo semplicistica, dove il cosmo diventa solo un pretesto per raccontare una storia che spesso è ricca di disattenzioni ed errori scientifici. L’approccio giusto, come capita spesso, sta nel mezzo.
La nascita del primo figlio, ha portato Gardiol ad interrogarsi sulle necessità e modalità di divulgazione, soprattutto nei confronti di un pubblico molto giovane. I genitori dell’astronomo erano entrambi insegnanti delle elementari e unendo i suoi ricordi alla sua nuova veste di padre, ha creato una storia che parla di “Giallina, la stella bambina”, attraverso la quale spiega ai più piccoli l’evoluzione stellare con parole semplici utilizzando la tecnica dello storytelling.
Concludo questo articolo riportando le impressioni dell’intervistato circa il suo approccio alla divulgazione attraverso le sue parole:«Mi sentirei impoverito se quello che faccio rimanesse nella mia stretta cerchia. Coinvolgere il cittadino, che è colui che paga le tasse, spiegando la bellezza di quello che faccio e vedo, è per me gratificante».
Anche questa volta, oltre ad un astronomo abbiamo avuto il piacere di incontrare un uomo.

Emmanuele Macaluso

sabato 3 gennaio 2015

IL 2015 INIZIA CON LA COMETA "LOVEJOY"

L'inizio del 2015 sarà ricordato per il passaggio della cometa C/2014 Q2, anche nota come "Lovejoy", come consutudine dal cognome del suo scopritore, l'astrofilo australiano Terry Lovejoy.
Lo spettacolo offerto dalla cometa dovrebbe essere visibile a occhio nudo o anche con strumenti di modesta potenza nella prima settimana del mese di gennaio, con particolare attenzione alla data del 7, momento in cui l'oggetto sarà nel punto più vicino alla Terra e quindi - presumibilmente - più visibile.
I consigli per l'osservazione, meteo permettendo, sono i soliti: in primis, sarà più facile fare osservazione visuale in un luogo buio, lontano dai luoghi in cui vi è inquinamento luminoso.
Di seguito il link con il video INAF con le mappe del cielo che mostrano il moto apparente della cometa e le informazioni sui fenomeni più interessanti da osservare nel mese di gennaio
https://www.youtube.com/watch?v=oOOCfu8q6Yw

Buona osservazione e cieli sereni a tutti i nostri lettori.

E. Macaluso