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domenica 16 febbraio 2020

COMUNICAZIONE UFFICIALE: COSMOBSERVER E MISSION DARK SKY PUBBLICANO IL BILANCIO SOCIALE E DI MISSIONE 2019


COSMOBSERVER, Il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio pubblica il suo quinto bilancio sociale e di missione, includendo quello della sua campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY


È stato pubblicato oggi su COSMOBSERVER il Bilancio di missione e sociale congiunto COSMOBSERVER / MISSION DARK SKY 2019.
Redatto dal fondatore di COSMOBSERVER ed esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso, il bilancio sociale è un documento formale, attraverso il quale si rendono pubblici dati, analisi e risultati ottenuti da un’azienda nell’anno precedente.
Inserito nell’ambito dell’attività di CSR (Corporate Social Responsability), conosciuta in Italia come Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), il bilancio non prende in considerazione solo i fattori finanziari, ma anche quelli tecnici e sociali. Elementi particolarmente importanti ed evidenti quando si opera nella divulgazione scientifica.
Il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER è stato redatto sotto la supervisione del Comitato Etico e Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

Il bilancio di missione è stato pubblicato a pochi giorni dalla fine dell’anno di riferimento, e contiene alcune anteprime relative alle prossime attività del progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica.

“Siamo molto soddisfatti della stesura e dei risultati contenuti nel bilancio – ha dichiarato Emmanuele Macaluso durante la conferenza stampa di presentazione, che continua – I risultati ottenuti nel 2019, e ancor prima dalla sua fondazione, da COSMOBSERVER sono veramente importanti. Soprattutto nell’ambito della divulgazione e del coinvolgimento del pubblico, tenendo conto che al contrario di altre realtà del settore, abbiamo deciso di non falsare artificialmente i nostri volumi accedendo a servizi a pagamento sui social. Tutti i dati presenti nel bilancio sono quindi reali e riscontrabili. Le scelte editoriali e di trasparenza che abbiamo sempre adottato ci hanno portato a divenire in pochi anni una realtà credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana. La stessa pubblicazione del bilancio è da considerarsi un fatto non comune in questo ambiente. Siamo fieri di essere i primi in Italia a perseguire questa strada, e del rapporto che stiamo creando quotidianamente con la platea alla quale comunichiamo e con i nostri partner. La strada è corretta, continueremo a percorrerla con la dovuta determinazione e professionalità.
Quest’anno, siamo particolarmente fieri di poter inserire nel bilancio di missione di COSMOBSERVER, il bilancio sociale della nostra campagna di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. La campagna ha raggiunto risultati notevoli nei pochi mesi dal lancio, e siamo sicuri che nei prossimi anni sarà necessario creare un bilancio sociale ad hoc”.

È possibile leggere il Bilancio di Missione 2019 di COSMOBSERVER all’indirizzo http://www.cosmobserver.com/download.htm

Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

martedì 22 ottobre 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL FONDATORE DI COSMOBSERVER E MISSION DARK SKY RICEVE IL PREMIO "INTERSTELLARS INTERNATIONAL AWARD"


Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato al fondatore di COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY durante il NASA Space Apps Challenge di Brescia lo scorso 20 ottobre dagli organizzatori della manifestazione.


Lo scorso 20 ottobre, nella prestigiosa cornice del Mo.Ca. Palazzo Martinengo Colleoni di Brescia, Chiara Chiesa e Andrea Giannattasio, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’associazione culturale per la divulgazione del trasferimento tecnologico spaziale legato agli SDG goals INTERSTELLARS hanno consegnato il premio scientifico internazionale “INTERSTELLARS International Award, per la categoria “Best Global Impact, al divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso.
Il premio è stato consegnato durante la NASA Space Apps Challenge Brescia 2019, per meriti curricolari, lo straordinario impegno sociale e culturale, e per l’estrema importanza della sua iniziativa su scala mondiale della campagna contro l’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY”, al Professore Emmanuele Macaluso.

Il premio “INTERSTELLARS International Award” vuole premiare alte personalità, italiane e straniere, che operano nel mondo della scienza, della tecnologia, dell’aerospazio e della divulgazione scientifica, e che ogni giorno si battono per un mondo migliore e con meno disuguaglianze.

Motivazioni del premio: Al Professor Emmanuele Macaluso per il suo quotidiano impegno nella comunicazione della conoscenza scientifica:
- Nell’ambito della sensibilizzazione su larga scala alla tematica dell’inquinamento luminoso – e sulle sue conseguenze sull’uomo e l’ambiente – attraverso la fondazione della campagna di sensibilizzazione globale MISSION DARK SKY e il progetto di divulgazione COSMOBSERVER.
- Nell’ambito dell’aerospazio e del trasferimento tecnologico a tutta la popolazione, consci delle grandi opportunità che si manifestano già oggi nel mondo della new space economy e dell’importanza di avvicinare tutti, ma specialmente i giovani, a questa realtà che può rappresentare il loro futuro e la rinascita dell’economia italiana.

Il premiato: Emmanuele Macaluso, è saggista, project manager, docente, divulgatore scientifico e uno dei massimi esperti mondiali di inquinamento luminoso.
Nel 2014 ha fondato il sito di divulgazione scientifica COSMOBSERVER (www.cosmobserver.com), diventato in breve tempo, grazie ad un nuovo modello di marketing applicato alla divulgazione e comunicazione della scienza (MfSD nda.), sviluppato dallo stesso Macaluso, uno dei top player della divulgazione scientifica spaziale italiana. 
Dal 2015 è l’addetto alle Relazioni Pubbliche digitali dell’astronauta Maurizio Cheli (Missione STS-75) e collabora con altri astronauti e ricercatori.
Nel giugno 2017 il suo articolo sull’inquinamento luminoso dal titolo: “Inquinamento luminoso: analisi di un problema globale“, ha richiamato l’attenzione dei media. A seguito della pubblicazione dell’articolo, ha contribuito, attraverso eventi pubblici e conferenze, a dare visibilità a questo problema informando migliaia di persone in tutta Italia.
Nel 2019 fonda la Campagna Globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY.
Ha pubblicato articoli e saggi per diverse testate giornalistiche e scientifiche, tra le quali citiamo la rivista “Le Stelle” (fondata da Margherita Hack e Corrado Lamberti).
Insegna astronautica, divulgazione scientifica, comunicazione, infotainment e marketing per diversi enti privati. È l’autore e il primo firmatario del Manifesto del Marketing Etico e per le molte similitudini nei principi e nelle qualità divulgative è stato definito dalla stampa "l’Al Gore italiano".

Riconoscimenti e Onorificenze
- Targa d'argento della Presidenza della Repubblica Italiana (Novembre 2007)
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferisce al "Comitato Giù le Mani dai Bambini Onlus" la Targa d'Argento per il valore civile nel periodo di coordinamento della segreteria nazionale dell'Ente.

- Marchio della Microeditoria di Qualità 2015 per il saggio "Dirty Marketing" ed. Golem Edizioni (Novembre 2015)

- Inserimento del saggio "Dirty Marketing" (Golem Edizioni) nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino (Novembre 2014)

- Catalogo dei blog di astronomia di "Nuovo Orione" (Dicembre 2018)
Il sito scientifico "COSMOBSERVER" è stato inserito dalla rivista scientifica "Nuovo Orione" (n° 319 - pag. 33 - dicembre 2018) nel catalogo dei blog di astronomia più popolari e influenti d'Italia.

- Inserimento del saggio "Bende Invisibili - Manifesto del Marketing Etico" (Marco Valerio Ed.) nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino (Luglio 2014)

Bio e informazioni complete su www.emacaluso.com e http://www.cosmobserver.com/founder%20Emmanuele%20Macaluso.htm

Le dichiarazioni:È stato un privilegio essere insignito di un riconoscimento così importante – dichiara il premiato Emmanuele Macaluso, che continua – Sono lieto che il mio lavoro, e quello dei miei preziosi collaboratori, venga riconosciuto da un’istituzione prestigiosa e seria come l’associazione culturale INTERSTELLARS. Desidero ringraziare quindi gli organizzatori e condividere questo riconoscimento con il mio team di lavoro, la mia famiglia, e le altre personalità che erano in lizza per il premio”.

giovedì 1 agosto 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL MANIFESTO DEL MARKETING ETICO SUPERVISIONA LE ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE DELLA CAMPAGNA GLOBALE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO MISSION DARK SKY


Saranno supervisionate dal Comitato Etico Scientifico del Co.E.S. del Manifesto del Marketing Etico tutte le attività comunicative della Campagna Globale di sensibilizzazione sull’Inquinamento luminoso di COSMOBSERVER.

È italiana e si chiama MISSION DARK SKY la campagna di sensibilizzazione globale nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica dell’inquinamento luminoso. Lanciata alla fine dello scorso maggio, sotto l’egida del porgetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER, MISSION DARK SKY è diventata in poche settimane un riferimento nella divulgazione di informazioni dedicate al problema dell’inquinamento luminoso per il grande pubblico.
Con centinaia di articoli di stampa dedicati alla campagna – e quindi anche alla tematica – e migliaia di interazioni sul sito e sui social media, MISSION DARK SKY ha trasformato un problema globale, spesso trattato in modo troppo tecnico o superficiale, in un messaggio in grado di essere compreso “dall’uomo della strada”, senza che il contenuto subisca banalizzazioni o perda rilevanza scientifica.

È la base della divulgazione scientifica – ci racconta il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, fondatore di COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY, che continua – quello dell’inquinamento luminoso è un problema globale, che viene spesso sottovalutato o addirittura non preso in considerazione nonostante le sue ricadute riconosciute sulla salute dell’uomo e l’ambiente. Di solito di parla di “light pollution” (inquinamento luminoso nda) solo nei convegni specialistici o come notizia di terza fascia nei TG o sui giornali. Noi vogliamo che il messaggio arrivi a tutti, in modo semplice ed efficace, per incentivare comportamenti virtuosi e sostenibili. Le soluzioni sono più semplici di quanto si possa immaginare”.

Ad affiancare MISSION DARK SKY e il team di COSMOBSERVER nella supervisione delle attività di comunicazione il Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.) del Manifesto del Marketing Etico, il documento formale pubblicato nel 2011 da Macaluso, e che attualmente è allo studio di molte università e enti di formazione.
Per tutte le attività che riguardano MISSION DARK SKY, le azioni di supervisione non includeranno attività da parte di Emmanuele Macaluso, per evitare qualsiasi forma di conflitto d’interesse. Macaluso, all’interno del processo di controllo si pone solo come soggetto controllato, e non controllore.


Maggiori informazioni su:
COSMOBSERVER   www.cosmobserver.com
MANIFESTO DEL MARKETING ETICO   www.manifestodelmarketingetico.org  

lunedì 15 luglio 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: COSMOBSERVER MEDIA PARTNER DEL FESTIVAL DELLO SPAZIO

Il progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER è media partner ufficiale del Festival dello Spazio che si terrà per la terza volta a Busalla (GE).

Si terrà dal 26 al 28 luglio, a Busalla in provincia di Genova, la terza edizione del Festival dello Spazio. La prestigiosa manifestazione ligure, che si svolge nella città natale del primo astronauta italiano Franco Malerba, è arrivata alla sua terza edizione e quest’anno si svolge a pochi giorni dal 50° anniversario dello sbarco sulla Luna da parte di Apollo 11, avvenuto nella notte del 20 luglio 1969.

Proprio a questa impresa è dedicata questa edizione del Festival dello Spazio di Busalla. Il Comitato organizzatore ha infatti scelto lo slogan “Ritorno sulla Luna”.

Il progetto di divulgazione scientifica dedicata allo spazio COSMOBSERVER (www.cosmobserver.com) sarà media partner ufficiale dell’evento. Fondato dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso nel 2015, il sito di comunicazione scientifica COSMOBSERVER, è diventato in pochi anni un riferimento nel panorama divulgativo e scientifico italiano, con progetti che dal web stanno prendendo forma anche nel mondo reale.
Tra questi segnaliamo la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY e il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica).

Siamo Entusiasti di poter dare il nostro contributo al successo di una manifestazione prestigiosa come il Festival dello Spazio di Busalla. Un evento che ha molti punti in comune con COSMOBSERVER, vista la velocità con la quale è riuscito a ritagliarsi uno spazio di primo piano in un settorecompetitivo e strategico come quello della divulgazione scientifica e culturale dello spazio”. Queste le parole del fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso.

La crescita della visibilità di una manifestazione come il Festival dello Spazio è legata agli attori mediatici che possono interagire con essa. È vero che lo spazio è un settore di nicchia, ma la tecnologia legata alla scoperta dello spazio è fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese. Busalla si candida, con questa terza edizione del festival a diventare un punto di riferimento, non solo per la comunicazione di quanto avviene oggi nell’industria dello spazio, ma anche come luogo di incontro dove possono nascere nuove opportunità di sviluppo. COSMOBSERVER saprà darci una mano alla divulgazione del nostro intento! riferisce Fabrizio Fazzari, Assessore alla Cultura, Industria e Relazioni Esterne del Comune di Busalla.

Appuntamento al weekend dal 26 e 28 luglio a Busalla (Ge) per la terza edizione del Festival dello Spazio.

Maggiori informazioni e programma completo su www.cosmobserver.com e www.festivaldellospazio.com

mercoledì 22 maggio 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: PARTE “MISSION DARK SKY” LA CAMPAGNA GLOBALE DI SENSIBILIZZAZIONE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO DI COSMOBSERVER


Parte ufficialmente MISSION DARK SKY, la Campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso promossa da COSMOBSERVER


L’Italia è il Paese del G7 con il tasso di inquinamento luminoso più alto. Proprio dall’Italia quindi, parte la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso “MISSION DARK SKY”. Promossa dal progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER, e fortemente voluta dal divulgatore ed esperto di inquinamento luminoso Emmanuele Macaluso, la campagna sarà presentata ufficialmente il prossimo 23 maggio.

Oltre all’appoggio divulgativo di COSMOBSERVER, la campagna si avvarrà fin dall’inizio della collaborazione con importanti centri di ricerca scientifica, media partner e prestigiose realtà del mondo della sostenibilità ambientale. Le attività comunicative e strategiche di MISSION DARK SKY saranno supervisionate dal Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.) del Manifesto del Marketing Etico.

“Fin dalla sua fondazione, COSMOBSERVER ha dato ampio spazio alla divulgazione del problema dell’inquinamento luminoso e alle sue conseguenze sulla salute umana, la flora e la fauna – dichiara il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, che continua – Quello dell’inquinamento luminoso è un problema globale, del quale si parla poco, perché al contrario di altre discipline ambientali non porta a litigiosità, in quanto i dati scientifici portano tutti verso le stesse conseguenze. La mancanza di scontri scientifici e sociali non porta visibilità verso questa tematica. Un problema globale merita una campagna di sensibilizzazione globale. Con MISSION DARK SKY daremo voce e risonanza agli istituti di ricerca, e produrremo prodotti divulgativi e virali su scala globale per portare l’attenzione dell’opinione pubblica verso l’inquinamento luminoso e le sue conseguenze”.

Un'altra eccellenza scientifica e divulgativa internazionale parte dell’Italia e porterà all’attenzione del mondo una tematica sempre più impattante per il nostro pianeta.

Di seguito tutti i canali per seguire e entrare in contatto con MISSION DARK SKY:

Web                 www.cosmobserver.com
Mail                 thecosmobserver@gmail.com
Instagram        www.instagram.com/missiondarksky
Facebook        www.facebook.com/missiondarksky
Twitter             https://twitter.com/missiondarksky
Hashtag          #missiondarksky  -    #bringusthesky

mercoledì 15 maggio 2019

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL 23 MAGGIO PARTE “MISSION DARK SKY” LA CAMPAGNA GLOBALE DI SENSIBILIZZAZIONE SULL’INQUINAMENTO LUMINOSO DI COSMOBSERVER


Il 23 maggio parte MISSION DARK SKY, la Campagna Globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso promossa da COSMOBSERVER


L’Italia è il Paese del G8 con il tasso di inquinamento luminoso più alto. Non è quindi un caso che proprio dall’Italia parta la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY. Promossa dal progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER, e fortemente voluta dal divulgatore ed esperto di inquinamento luminoso Emmanuele Macaluso, la campagna sarà presentata ufficialmente il prossimo 23 maggio.

Oltre all’appoggio divulgativo di COSMOBSERVER, la campagna si avvarrà fin dall’inizio della collaborazione con importanti centri di ricerca scientifica, media partner e prestigiose realtà del mondo della sostenibilità ambientale. Le attività comunicative e strategiche di MISSION DARK SKY saranno supervisionate dal Comitato Etico Scientifico (Co.E.S.) del Manifesto del Marketing Etico.

“Fin dalla sua fondazione, COSMOBSERVER ha dato ampio spazio alla divulgazione del problema dell’inquinamento luminoso e alle sue conseguenze sulla salute umana, la flora e la fauna – dichiara il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, che continua – Quello dell’inquinamento luminoso è un problema globale, del quale si parla poco, perché al contrario di altre discipline ambientali non porta a litigiosità, in quanto i dati scientifici portano tutti verso le stesse... CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA QUI >>>



Staff cosmobserver.com 

lunedì 14 gennaio 2019

IL GROCA DI COSMOBSERVER IN ALTA QUOTA PER STUDIARE L’ECLISSI DI LUNA DEL 21 GENNAIO


Il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica), team di ricerca di COSMOBSERVER, in partenza per osservare l’eclissi totale di Luna del 21 gennaio.


Sarà un team di ricerca formato da astronomi, astrofili e astrofotografi quello in partenza per le Alpi piemotesi in vista dell’Eclissi di Luna del prossimo 21 gennaio.

Capitanato e coordinato dal divulgatore scientifico - e fondatore di COSMOBSERVER - Emmanuele Macaluso, il gruppo andrà in alta quota per poter studiare il fenomeno lontano da fonti di inquinamento luminoso e in un’area particolarmente adatta a questo tipo di attività, in grado di poter accogliere il team di ricerca e le sue attrezzature. La fornitura dei teloscopi è affidata al produttore italiano Konus, partner tecnico e fornitore ufficiale di COSMOBSERVER e del G.R.O.C.A.

Attivo fin dal 2015, ma fondato ufficialmente nel giugno del 2018, il G.R.O.C.A. fa parte della “Research Division” (Divisione Ricerca nda) di COSMOBSERVER, il progetto di ricerca e divulgazione che ha il suo headquarter a Torino, e che in pochi anni si è posto con grande credibilità all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo divulgativo italiano.
A causa dell’inquinamento luminoso, per studiare e fare attività di ricerca e divulgazione, il G.R.O.C.A. è “costretto” ad andare in alta quota, lontano da centri abitati e aree illuminate artificialmente. Purtroppo l’Italia, e in particolare l’area settentrionale del Paese, è la più inquinata di tutta Europa. L’attività di ricerca del GROCA viene quindi spesso svolta ad alta quota, in Italia e all’estero. Fanno parte del G.R.O.C.A. un team selezionato di ricercatori, divulgatori scientifici, astrofisici e astronomi. Tra i membri onorari citiamo l’astronomo Walter Ferreri e il divulgatore scientifico Piero Bianucci.

Abbiamo la fortuna di poter assistere a pochi mesi di distanza ad un’altra eclissi totale di Luna – dichiara Emmanuele Macaluso, che continua – Stiamo organizzando una spedizione in alta quota sulle Alpi piemontesi, in modo da essere riparati dal problema dell’inquinamento luminoso e poterci mettere nelle condizioni di poter sfruttare tutte le potenzialità dei nostri strumenti osservativi e di ricerca. I nostri astrofotografi sono pronti a scattare molte foto che condivideremo con il pubblico attraverso i social media (Facebook, Instagram e Twitter nda) e guarderemo il fenomeno attraverso i nostri telescopi. Il picco dell’eclissi sarà in piena notte, alle 5:41 ci sarà l’inizio della fase totale e la fase massima sarà alle 6:13,  vista la stagione e l’altitudine, ci aspettano temperature molto rigide. Sono sicuro che ne varrà la pena. Raccoglieremo dati per il nostro archivio e li metteremo a disposizione prossimamente”.

Scopri di più sul G.R.O.C.A. a questo link http://www.cosmobserver.com/GROCA.htm

Un impegno di coordinamento organizzativo e di ricerca notevole, che il GROCA affronterà e condividerà attraverso i canali ufficiali di COSMOBSERVER, di seguito elencati:

Canali ufficiali COSMOBSERVER

giovedì 23 novembre 2017

PERSONAGGI E PERSONALITA’: FABIO FALCHI



Fabio Falchi è uno dei massimi esperti mondiali di inquinamento luminoso. È il primo autore dell’Atlante Mondiale dell’Inquinamento Luminoso (pubblicato sulla rivista scientifica “Science Advances” nel giugno 2016), ricercatore presso l’ISTIL (Light Pollution Science e Technology Institute) ed è il presidente di CieloBuio – Coordinamento per la protezione del cielo notturno.

(Nella foto Fabio Falchi – Credits: Emmanuele Macaluso per Cosmobserver)

È un pomeriggio di metà novembre, quando incontriamo Fabio Falchi presso l’Osservatorio Astronomico di San Benedetto Po in provincia di Mantova. Dopo le presentazioni, non abbiamo iniziato subito l’intervista come da prassi, ma è iniziato un confronto sul tema dell’inquinamento luminoso e sulla divulgazione di massa di questo problema. Un confronto che non solo ha riscontrato una “visione comune” del tema, ma ha messo in evidenza la grande passione, la competenza tecnica e la determinazione di Falchi.
Una competenza sviluppata in più di 35 anni, grazie - anche - alla collaborazione con un team di esperti e scienziati che ha preso forma a livello globale.

La prima domanda è d’obbligo: Quando è iniziato il tuo interesse per l’inquinamento luminoso?
Era il 1981, avevo letto un articolo di Piero Bianucci sulla testata “L’Astronomia”. Bianucci trattava il tema dell’inquinamento luminoso relativamente ad una ricerca della Specola Vaticana per l’individuazione di un luogo per il posizionamento del grande telescopio italiano che è stato successivamente costruito alle Canarie.
Allora ero già un astrofilo, e la mia passione per il cielo mi metteva di fronte a questo problema. Con l’andare avanti del tempo tuttavia, ed entrando più a fondo nel problema e nella sua evoluzione, mi sono reso conto che l’aspetto astronomico  andava in secondo piano rispetto ad altre questioni come le ricadute sulla salute e sull’ambiente.
Mi è stato chiaro fin da subito che alla mia generazione veniva preclusa la possibilità di vedere lo stesso cielo stellato che vedevano i nostri nonni. Eppure il contatto con il cielo è estremamente importante.
Mi viene in mente un aneddoto, secondo il quale, alcuni soldati americani impiegati in Afghanistan, guardando il cielo si sentivano più vicini a casa, perché riconoscevano le stesse costellazioni che potevano vedere anche dagli Stati Uniti. Evidentemente in patria avevano la fortuna di vivere in aree non inquinate.

Parlaci dell’Atlante Mondiale dell’Inquinamento Luminoso
È stato un lavoro di squadra. Avevamo già lavorato ad una prima versione dell’Atlante nel 2001. Oltre a me, in quel progetto erano impegnati Pierantonio Cinzano e Chris Elvidge del NOOA.

L’Atlante voleva essere innovativo rispetto ai lavori precedenti. Invece di analizzare ed elaborare le “mappe da abitanti” che contengono i “dati di popolazione” delle aree abbiamo voluto lavorare sui “dati da satellite”.
Il lavoro ovviamente è iniziato prima del 2001. Era infatti il 1996 quando, lavorando alla mia tesi di fisica, e volendo fare delle mappe sull’inquinamento luminoso contattai Chris Elvidge. Siamo riusciti ad utilizzare i dati dei satelliti metereologici militari del DMSP (Defense Meteorological Satellite Program). Questo programma satellitare esiste dalla fine degli anni ’60. I satelliti vengono spesso aggiornati o sostituiti con strumenti di bordo che hanno una sensibilità sempre maggiore.
Ovviamente l’Atlante non è semplicemente un insieme di foto scattate da satellite, è diverso, rappresenta infatti una sofisticata elaborazione che tiene conto di come si propaga e come si diffonde la luce nella nostra atmosfera. “Per ogni pixel, quindi per ogni sito sul pianeta, andiamo a valutare tutti i contributi alla luminosità del cielo in quel sito dovuti alle luci artificiali nel raggio di 210 km”.  

Ora, per chi non si occupa di informatica sicuramente non sarà facile comprendere fino in fondo questo dato. Per renderlo più comprensibile basti pensare che 40 computer hanno lavorato per settimane ininterrottamente al fine di ottenere la mappa dell’inquinamento luminoso che vediamo nell’Atlante.

Dopo il 2001 vi fu l’intenzione di produrre un secondo Atlante. Per diverse ragioni non siamo riusciti a farlo in tempi rapidi. Ci fu una versione intermedia del 2013, ma abbiamo preferito aspettare i dati del sensore VIIRS montato a bordo del SUOMI NPP (National Polar-Orbiting Partnership) che è stato lanciato nel dicembre 2012. Abbiamo atteso i dati e li abbiamo elaborati nella primavera 2015.
La prima “uscita pubblica” del nuovo Atlante è avvenuta attraverso una mia presentazione alla General Assembly dell’International Astronomical Union (IAU) che si è svolta ad Honolulu (Isole Hawaii).
L’Atlante è stato poi pubblicato su “Science Advance” nel giugno 2016 ed è disponibile a questo link http://advances.sciencemag.org/content/2/6/e1600377.
L’Atlante ha suscitato un grande interesse dal punto di vista mediatico, così come certificato da “Altimetric” nella sua Top 100 del 2016. (1)
Una cosa che mi piace sottolineare, è che tutto il team italiano di questo progetto (Falchi, Cinzano e Furgoni ndr) è composto da volontari.

Parlaci della pubblicazione su “Science Advance”
Nel dicembre 2015 proponemmo la pubblicazione secondo le procedure a “Nature” e aspettammo una risposta. Nell’ambito delle riviste scientifiche è previsto che non si possano fare “invii in contemporanea” e quindi attendemmo. Ottenemmo una risposta da parte di “Nature” dove ci veniva consigliato di proporlo ad un’altra rivista dello stesso gruppo che è “Nature Communication”.
Sottoponemmo quindi il lavoro a “Science”, pubblicata dall’American Association for the Advancement of Science, e dopo circa un mese, ricevemmo una risposta nella quale ci consigliavano una pubblicazione su “Science Advances”. Optammo per questa strada e l’Atlante Mondiale dell’Inquinamento Luminoso venne pubblicato su “Science Advances” nel giugno del 2016.

Quali sono i prossimi obiettivi del lavoro della tua squadra e di CieloBuio?
Dobbiamo dividere gli obiettivi in 2 grandi aree: obiettivi scientifici e obiettivi politici e normativi.

Obiettivi scientifici: Stiamo lavorando ad una versione dell’Atlante più approfondita dal punto di vista statistico, perfezionando le mappe a livello regionale e provinciale per l’Europa e a livello di stati e contee per gli USA. Vorremmo pubblicare un nuova versione dell’Atlante - con una serie di innovazioni che stiamo sviluppando - verosimilmente tra il 2019 e il 2020. (2)

Obiettivi politici e normativi: Bisogna dare merito a CieloBuio se noi in Italia siamo quelli più all’avanguardia a livello di norme regionali, ma c’è ancora molto da fare ovviamente. Non esiste de facto una normativa a livello nazionale in Italia, e quindi siamo costretti a lavorare “su più tavoli” a livello regionale. Ovviamente le normative vigenti sono estremamente restrittive secondo coloro che inquinano, e troppo blande per chi si interessa alle ricadute dell’inquinamento luminoso sulla salute e l’ambiente. E’ sotto gli occhi di tutti, letteralmente, il peggioramento della situazione negli anni, a conferma della necessità di rendere ancora più efficaci le leggi per il controllo del fenomeno.
In tutte le leggi c’è un paradosso di fondo, perché si è riusciti a raggiungere dei parametri corretti a livello di singolo impianto, tuttavia non vi è un limite massimo al numero degli impianti che si possono installare. Come si può facilmente comprendere, questo rende inadeguata la normativa nella sua finalità di riduzione del fenomeno.

Dal punto di vista normativo, siamo allarmati da alcuni parametri indicati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Patrimonio e del Mare attraverso i CAM pubblicati lo scorso mese di ottobre.
I CAM sono i Criteri Ambientali Minimi indicati dal Ministero competente. Quelli di ottobre rappresentano la seconda versione, la prima era del 2013. Come CieloBuio siamo stati invitati al tavolo di lavoro per dare il nostro contributo, ma siamo stati inascoltati.

In quella sede abbiamo indicato due parametri:
- Il primo era la “schermatura totale” degli impianti per cercare di limitare l’inquinamento verso l’alto. All’interno del CAM si danno parametri di schermatura parziali che sono meno efficaci di molte leggi regionali attualmente vigenti.
- La seconda era la “limitazione sostanziale delle emissioni nella parte blu dello spettro”, che sono quelle che si diffondono maggiormente nell’atmosfera, hanno una diffusione fastidiosa all’interno dell’occhio e sono i più dannosi per la salute. (3)

La ricerca dell’efficienza come unico obiettivo porta a conseguenze ambientali negative in quasi tutti i parametri. Per fare un paragone, potremmo prendere in considerazione un’auto alla quale togliamo tutti i sistemi di protezione ambientale, come i filtri presenti nel tubo discarico. L’auto percorrerebbe molti più chilometri con un litro, sarebbe più efficiente quindi, ma cosa succede all’inquinamento atmosferico nelle nostre città? Voi rimarreste accanto ad un’auto rumorosa con i gas di scarico che in pratica escono direttamente dal motore senza alcun filtro?

Quando salutiamo Fabio Falchi è ormai buio e alzando gli occhi al cielo, nel cortile dell’Osservatorio Astronomico di San Benedetto Po, in piena campagna, intravvediamo la Via Lattea, ma non riusciamo a vederla in modo definito. Abbassiamo lo sguardo e guardiamo Fabio Falchi certi che andrà avanti nelle sue attività scientifiche e divulgative. Noi di Cosmobserver ne daremo notizia.

Di seguito i contatti di CieloBuio - Coordinamento per la protezione del cielo notturno


Emmanuele Macaluso


NOTE:
(1) “Altimetric” indica l’articolo di “Science Advances” dedicato all’Atlante Mondiale dell’Inquinamento Luminoso al decimo posto nella sua Top 100 del 2016, al terzo nelle scienze fisiche e primo tra i lavori guidati da italiani. L’articolo è stato ripreso più di 400 volte tra articoli, servizi radio e TV in tutto il mondo. Dati consultabili al link https://www.altmetric.com/top100/2016/
(2) Ne daremo notizia approfondita al momento dell’uscita.
(3) Consigliamo di leggere il paragrafo relativo alla salute dell’articolo “Inquinamento luminoso: Analisi di un problema globale” a questo link http://thecosmobserver.blogspot.it/2017/06/inquinamento-luminoso-analisi-di-un.html