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sabato 5 gennaio 2019

ONLINE IL BILANCIO DI MISSIONE 2018 DI COSMOBSERVER

COSMOBSERVER, Il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio pubblica il suo quarto bilancio di sociale e di missione

Torino, 7 gennaio 2019

È stato pubblicato oggi su COSMOBSERVER il Bilancio di Missione 2018. Redatto dal fondatore di COSMOBSERVER ed esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso, il bilancio di missione è un documento formale, attraverso il quale si rendono pubblici dati, analisi e risultati ottenuti da un’azienda nell’anno precedente.

Inserito nell’ambito dell’attività di CSR (Corporate Social Responsability), conosciuta in Italia come Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), il bilancio non prende in considerazione solo i fattori finanziari, ma anche quelli tecnici e sociali. Elementi particolarmente importanti ed evidenti quando si opera nella divulgazione scientifica.
Il Bilancio di Missione 2018 di COSMOBSERVER è stato redatto sotto la supervisione del Comitato Etico e Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

Il bilancio è stato pubblicato a pochi giorni dalla fine dell’anno di riferimento, e contiene alcune anteprime relative alle prossime attività del sito di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica e agli innovativi progetti off-line che saranno presentati ufficialmente nei prossimi mesi.

“Siamo molto soddisfatti della stesura e dei risultati contenuti nel bilancio – ha dichiarato Emmanuele Macaluso durante la conferenza stampa di presentazione, che continua – I risultati ottenuti nel 2018, e ancor prima dalla sua fondazione, da COSMOBSERVER sono veramente importanti. Soprattutto nell’ambito della divulgazione e del coinvolgimento del pubblico, tenendo conto che al contrario di altre realtà del settore, abbiamo deciso di non falsare artificialmente i nostri volumi accedendo a servizi a pagamento sui social. Tutti i dati presenti nel bilancio sono quindi reali e riscontrabili. Le scelte editoriali e di trasparenza che abbiamo sempre adottato ci hanno portato a divenire in pochi anni una realtà credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana. La stessa pubblicazione del bilancio è da considerarsi un fatto non comune in questo ambiente. Siamo fieri di essere tra i primi in Italia a perseguire questa strada, e del rapporto che stiamo creando quotidianamente con la platea alla quale comunichiamo e con i nostri partner. La strada è corretta, continueremo a percorrerla con la dovuta determinazione e professionalità”.

È possibile leggere il Bilancio di Missione 2018 di COSMOBSERVER all’indirizzo http://www.cosmobserver.com/download.htm

Di seguito i contatti di COSMOBSERVER


martedì 5 giugno 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL FONDATORE DI COSMOBSERVER, EMMANUELE MACALUSO, SVILUPPA UN NUOVO MODELLO DI MARKETING APPLICATO ALLA DIVULGAZIONE SCIENTIFICA


Il divulgatore scientifico ed esperto di marketing sta lavorando ad un nuovo modello di marketing applicato alla divulgazione e comunicazione della scienza, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la capacità di penetrazione della scienza nella società.



Dopo la creazione del Manifesto del Marketing Etico, documento presentato nel 2011, che contiene linee guida sull’utilizzo di parametri etici nell’ambito del marketing e della comunicazione, Emmanuele Macaluso, esperto di marketing e divulgatore scientifico torinese, sta lavorando ad un nuovo “modello di marketing integrato applicato alla divulgazione e comunicazione scientifica”.

Il nuovo modello, si pone come obiettivo quello di portare benefici in termini di penetrazione del messaggio scientifico nella platea, e contemporaneamente di accrescere la credibilità e la trasparenza dei soggetti coinvolti nel processo comunicativo.

Il compito della comunicazione e divulgazione scientifica – dichiara Emmanuele Macaluso – è quella di condividere saperi con la platea, semplificando il messaggio scientifico senza snaturarlo. In un mondo dove i paradigmi della comunicazione sono cambiati, si sono ampliati e riguardano più discipline, con il modello che sto codificando sto organizzando il processo in modo che possa essere esponenzialmente più efficace e trasparente. Una trasparenza dovuta alla platea, che ha il diritto di entrare in contatto con messaggi scientifici certificati e di essere messo al corrente degli sviluppi della ricerca (spesso finanziata con fondi pubblici). Il modello porterà benefici a tutti i soggetti coinvolti, a partire da chi lo utilizzerà, fino agli enti finanziatori e i partner dell’iniziativa scientifica”.

Il modello che sta sviluppando l’autore del Manifesto del Marketing Etico, sta già avendo attuazione nella realtà. Infatti, Macaluso e il suo staff lo stanno già applicando al sito di divulgazione scientifica COSMOBSERVER. I risultati stanno dando ottime indicazioni, conferme e sostanza alle dinamiche contenute nel modello stesso.

Secondo lo stesso autore, il modello di marketing integrato applicato alla divulgazione e comunicazione scientifica che si sta codificando, sarà il suo ultimo lavoro nell’ambito della ricerca nella disciplina del marketing.

“Dopo il Manifesto del Marketing Etico e questo modello, ritengo di aver dato il mio contributo alla ricerca e allo sviluppo della mia disciplina di riferimento: il marketing. Mi rendo conto che in Italia a 41 anni, questa notizia possa destare qualche scalpore, ma ritengo che, in una disciplina evolutiva come il marketing, il compito delle ricerca spetti ai giovani e alla loro visione del futuro. È giusto fare la propria parte nei tempi giusti. Sarò felice di aiutare qualche tecnico più giovane di me condividendo la mia esperienza presente e quella che svilupperò in futuro nell’ambito della divulgazione scientifica, della comunicazione e del marketing”.

Il modello sarà presentato prossimamente e sarà divulgato a mezzo stampa.

Contatti Emmanuele Macaluso
Twitter: https://twitter.com/E_Macaluso

venerdì 25 maggio 2018

PERSONAGGI E PERSONALITA': PIERO ANGELA

(Nella foto il divulgatore scientifico Piero Angela durante l'intervista -  Photo: Emmanuele Macaluso/COSMOBSERVER)

Piero Angela è il più rappresentativo divulgatore scientifico italiano. Giornalista per la RAI - Radio Televisione Italiana, ha strutturato la divulgazione scientifica italiana attraverso programmi di approfondimento che ha curato sia come conduttore che come autore, insieme al suo staff. Programmi come Quark, Superquark sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo. E' autore di saggi, pubblicazioni e collane di divulgazione. E' tra i fondatori del CICAP.

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Il 22 maggio 2018 è l’ennesimo giorno di pioggia a Torino. Alle 18 e 30 il cielo è grigio e gli eleganti palazzi storici del centro si possono osservare senza alzare la testa. Attraverso il riflesso nelle pozzanghere.
In Via Carlo Alberto, centralissima via della città, pochi i passanti scandiscono il tempo con il rumore dei tacchi sull’asfalto bagnato.
L’hotel dove si svolgerà l’intervista rappresenta perfettamente il “carattere” sabaudo. L’esterno è quello di un palazzo storico e sobrio, la hall è invece un ambiente accogliente di grande eleganza e raffinatezza. Alcuni turisti distratti leggono dei quotidiani stranieri, che a quest’ora mostrano i segni delle molte mani che li hanno toccati.
Quasi contemporaneamente arriva il divulgatore scientifico Piero Bianucci, la persona grazie alla quale questa intervista può avvenire, impreziosita dalla sua presenza.
Dopo qualche minuto di attesa, in un luogo appartato della hall si palesa la figura distinta e slanciata di Piero Angela. Con la cordialità e il garbo che il pubblico ha imparato a conoscere attraverso i molti anni di divulgazione televisiva, si avvicina e saluta i suoi interlocutori  guardandoli negli occhi.
Angela si accomoda e l’intervista comincia >>>

Leggi l'intervista completa qui 
http://www.cosmobserver.com/articles/interviews/011%20piero%20angela/intervista-piero-angela.htm

venerdì 26 gennaio 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: E' ON-LINE IL NUOVO SITO DI COSMOBSERVER



COSMOBSERVER si trasforma da blog a sito di divulgazione scientica dedicato all’astronomia e astronautica.
È finalmente stato pubblicato il nuovo sito ufficiale di COSMOBSERVER. Fondato dall’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, COSMOBSERVER è nato nel 2014 come blog di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica.
In pochi anni è diventato un player credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana dando voce ad un selezionato gruppo di scienziati, astronauti e divulgatori della scienza che hanno operato in ambito astronomico e astronautico. Tra gli intervistati da COSMOBSERVER ricordiamo gli astronauti Franco Malerba e Maurizio Cheli, gli astronomi Walter Ferreri, Attilio Ferrari, Alberto Cora e Daniele Gardiol, il ricercatore Fabio Falchi e i divulgatori Piero Bianucci e Antonio Lo Campo.
Oltre alle interviste, sono decine gli articoli che trattano l’attualità relative alle ricerche scientifiche in ambito astronomico e le attività spaziali dell’astronautica, le recensioni di libri e le analisi in ambito scientifico e comunicativo.

Il passaggio da blog (che continuerà ad essere attivo) a sito web, si è reso necessario per dare una piattaforma più solida alle migliaia di persone che attraverso i social e gli altri canali di comunicazione acquisiscono informazioni e curiosità da COSMOBSERVER.
“Oggi è per tutti quanti noi una data importante – dichiara il fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso, che continua – questo è un altro tassello che va nella creazione di quel network della comunicazione scientifica che, in collaborazione con i nostri partners, stiamo creando. Questo nuovo canale rappresenta una piattaforma che ci permetterà di crescere e di presentarci con maggiore solidità sia nei confronti della nostra platea che dei nostri partners e futuri sostenitori”.

Il sito web di COSMOBSERVER segue le linee editoriali che hanno portato al successo del blog: correttezza dell’informazione scientifica, attenzione nei confronti della platea, trasparenza e alta qualità dei contenuti.

Una delle scelte messe in evidenza durante la conferenza stampa di presentazione, è stata quella di non rendere “adattivo” il nuovo sito agli smartphones (anche se sarà comunque visibile e usufruibile) da quegli strumenti.
Una scelta contro corrente che Macaluso spiega così: “È una scelta ben precisa. Non ci occupiamo di gossip o di contenuti di semplice intrattenimento, noi ci occupiamo di scienza e approfondimento, argomenti che meritano di essere considerati con la giusta attenzione, e non in modo distratto. I tempi di permanenza sulle nostre pagine e le statistiche che abbiamo analizzato ci hanno permesso di comprendere che i nostri lettori vogliono vivere la loro esperienza divulgativa su COSMOBSERVER con calma e in modo approfondito e colto. Siamo sicuri che questa scelta potrà contribuire a dare maggior potere al messaggio divulgativo rendendolo meno dispersivo. I nostri volumi sono in continua crescita e siamo disposti a rischiare”.

Il sito di COSMOBSERVER è disponibile all’indirizzo www.cosmobserver.com

Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

giovedì 18 gennaio 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: IL PROSSIMO 26 GENNAIO ON LINE IL SITO DI DIVULGAZIONE COSMOBSERVER



COSMOBSERVER si trasforma da blog a sito di divulgazione scientica dedicato all’astronomia e astronautica.


È stato fissato per il prossimo 26 gennaio il lancio del sito ufficiale di COSMOBSERVER. Fondato dall’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, COSMOBSERVER è nato come blog di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica.
In pochi anni è diventato un player credibile nell’ambito della divulgazione scientifica italiana dando voce ad un selezionato gruppo di scienziati, astronauti e divulgatori della scienza che hanno operato in ambito astronomico e astronautico. Tra gli intervistati da COSMOBSERVER ricordiamo gli astronauti Franco Malerba e Maurizio Cheli, gli astronomi Walter Ferreri, Attilio Ferrari, Alberto Cora e Daniele Gardiol, il ricercatore Fabio Falchi e i divulgatori Piero Bianucci e Antonio Lo Campo.
Oltre alle interviste, sono decine gli articoli che trattano l’attualità relative alle ricerche scientifiche in ambito astronomico e le attività spaziali dell’astronautica, le recensioni di libri e le analisi in ambito scientifico e comunicativo.

Il passaggio da blog (che continuerà ad essere attivo) a sito web, si è reso necessario per dare una piattaforma più solida alle migliaia di persone che attraverso i social e gli altri canali di comunicazione acquisiscono informazioni e curiosità da COSMOBSERVER.

“Il 26 gennaio sarà per tutti quanti noi una data importante – dichiara il fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso, che continua – questo è un altro tassello che va nella creazione di quel network della comunicazione scientifica che, in collaborazione con i nostri partners, stiamo creando. Questo nuovo canale rappresenta una piattaforma che ci permetterà di crescere e di presentarci con maggiore solidità sia nei confronti della nostra platea che dei nostri partners e futuri sostenitori”.

Il sito web di COSMOBSERVER seguirà le linee editoriali che hanno portato al successo del blog: correttezza dell’informazione scientifica, attenzione nei confronti della platea, trasparenza e alta qualità dei contenuti.

Secondo alcune indiscrezioni, è stato scelto di non rendere “adattivo” il nuovo sito agli smartphones (anche se sarà comunque visibile e usufruibile) da quegli strumenti.
Una scelta contro corrente che Macaluso spiega così: “È una scelta ben precisa. Non ci occupiamo di gossip o di contenuti di semplice intrattenimento, noi ci occupiamo di scienza e approfondimento, argomenti che meritano di essere considerati con la giusta attenzione, e non in modo distratto. I tempi di permanenza sulle nostre pagine e le statistiche che abbiamo analizzato ci hanno permesso di comprendere che i nostri lettori vogliono vivere la loro esperienza divulgativa su COSMOBSERVER con calma e in modo approfondito e colto. Siamo sicuri che questa scelta potrà contribuire a dare maggior potere al messaggio divulgativo rendendolo meno dispersivo. I nostri volumi sono in continua crescita e siamo disposti a rischiare”.

Appuntamento al prossimo 26 gennaio per il lancio del nuovo sito di COSMOBSERVER che sarà disponibile all’indirizzo www.cosmobserver.com


Di seguito i contatti di COSMOBSERVER

martedì 21 marzo 2017

PERSONAGGI E PERSONALITA’: INTERVISTA A PIERO BIANUCCI

Piero Bianucci è uno scrittore, giornalista e divulgatore scientifico italiano. Editorialista de “La Stampa”, ha contribuito a fondare e ha diretto per 25 anni il settimanale “Tuttoscienze”. Ha scritto una trentina di saggi divulgativi, molti dei quali dedicati all’astronomia.
Già docente a contratto di Comunicazione Scientifica all'Università di Torino, ora insegna in un Master post-laurea dell'Università di Padova.
Nel 1992 la Commissione dell’Unione Astronomica Internazionale (Cambridge, Usa) che battezza i nuovi corpi celesti, ha assegnato il nome «Bianucci» al pianetino n. 4821, scoperto nel 1986 da Walter Ferreri presso l’Osservatorio Australe Europeo, in Cile.
È stato alla guida di molte organizzazioni museali e divulgative, tra queste segnaliamo l’incarico di presidente del Planetario di Torino INIFINI.TO. Cura il mensile "Le Stelle", fondato da Margherita Hack.
Nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi scientifici e culturali. Ulteriori informazioni sul suo sito ufficiale all’indirizzo www.pierobianucci.it

(Nella foto Piero Bianucci nel suo studio – Credit photo Emmanuele Macaluso)

Non capita tutti i giorni di essere ricevuti da uno dei massimi esponenti della divulgazione scientifica italiana. Per chi svolge questa attività con dedizione e passione, un incontro come quello di oggi ha un valore intenso. Piero Bianucci ci accoglie nel suo studio per condividere aneddoti ed esperienze.

D. Come è iniziata la sua attività di divulgatore scientifico?
R. Ho iniziato come giornalista alla “Gazzetta del Popolo” nel 1967. Il mio maestro è stato Monsignor Cottino, che nonostante la sua appartenenza religiosa mi ha permesso di mantenere una mia visione laica del mondo e della professione. In quel frangente ho potuto apprezzare e imparare tutte le attività che sono dietro la pubblicazione di un giornale. Successivamente ho cominciato a scrivere per “La Stampa”. Alla fine degli anni ’60, lo spazio è stato un vero e proprio spartiacque e ha segnato a tutti gli effetti la nascita della divulgazione e del giornalismo scientifico. Per la prima volta, sulle prime pagine dei quotidiani non si parlava solo di politica (soprattutto quella interna), ma di esplorazione spaziale e scienza.
Una divulgazione diversa da quella che conosciamo oggi, decisamente più semplice, meno approfondita e tecnica. Forse anche più ingenua. In un primo momento non amplificata da specialisti, ma da giornalisti prestati alla scienza. In quel periodo ho potuto vedere all’opera uno dei padri della divulgazione scientifica italiana: Didimo.
Didimo era lo pseudonimo di Rinaldo De Benedetti. Era un giornalista di origine ebraica, che per questa ragione non aveva accettato di tesserarsi e aderire al fascismo. Ha lavorato celandosi dietro pseudonimo e “in nero” presso la Garzanti, dando un grande impulso alla nascita della divulgazione giornalistica nel nostro Paese. Ha scritto per “La Stampa” fino al 1995, e lo ha fatto sempre con grande lucidità, fino alla sua morte. È stato un esempio per tutti i giovani cronisti e ha segnato la professione di molti di noi.
Il mio primo articolo da divulgatore, fu pubblicato in taglio basso, in terza pagina intorno all’otto – nove agosto, agli inizi degli anni ’70. L’articolo era dedicato a quelle che comunemente vengono chiamate “Lacrime di san Lorenzo”. Ho scritto il testo spiegando il fenomeno scientifico e raccontando delle 4000 tonnellate di roccia che entrando nell’atmosfera creano quelle scie luminescenti.
La mia prima pubblicazione – intesa come libro – è curiosamente avvenuta grazie a Peter Kolosimo, noto sostenitore delle pseudoscienze e vincitore del Premio Bancarella. Mi mise in contatto con la casa editrice con la quale pubblicava a Milano: la Sugar. La Sugar ai tempi era di proprietà del marito di Caterina Caselli. Fu così che nel 1975 venne dato alle stampe il mio primo saggio intitolato “Universo senza confini”. Un libro che, nonostante il ruolo di Kolosimo nel creare in contatto con la Sugar, ovviamente aveva un taglio assolutamente scientifico. Per accentuare la distanza dalle pseudoscienze, pur mantenendo viva la mia gratitudine verso Peter per quell’opportunità, la prefazione fu affidata a Mario Girolamo Fracastoro, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Torino.

D. Come ha visto evolvere, nel corso della sua lunga carriera, la divulgazione scientifica?
R. All’inizio della mia carriera, le persone molto spesso entravano in contatto con la notizia attraverso la televisione e si formavano un’opinione leggendo i giornali. La radio aveva ancora un ruolo importante, ma in termini di importanza veniva dopo i giornali e la TV. Il vero approfondimento era ad appannaggio della carta stampata.
Ora i canali di divulgazione sono di più. Ognuno di noi può avere un’opinione e ne può diventare fonte. Questo rende il lavoro di ricerca per chi vuole fare divulgazione più difficile. In più c’è un altro fattore da aggiungere, infatti oggi il tempo medio di attenzione sul web è di soli 25/30 secondi. Fare un ragionamento è diventato complicato. Da questo punto di vista i blog hanno una loro efficacia se si dà per scontato che chi digita l’indirizzo di un blog vuole approfondire ed entrare più a fondo nell’argomento.

D. Molti dei suoi lavori sono dedicati all’astronomia, come nasce questo suo interesse?
R. La passione per l’astronomia nasce dal piacere di vedere il cielo e di imparare che ho avuto fin dalla giovane età. Avevo un binocolo con il quale guardavo tutto ciò che era osservabile. La lettura di molti libri di astronomia e il momento storico con le grandi imprese spaziali hanno alimentato il mio interesse e la mia passione fino a farne una professione.

D. Come ha vissuto, nel luglio del 1969, l’allunaggio dell’Apollo 11?
R. Ero stato mandato dal giornale fuori Torino, per seguire l’allunaggio insieme ai fratelli Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, presso la sede dove, tramite le onde radio, ascoltavano i segnali dallo spazio. Gli Judica Cordiglia erano particolarmente noti alle cronache del tempo per la loro attività radio nel monitoraggio delle attività spaziali americane e sovietiche.
Ho passato quei momenti in una stanza al piano inferiore rispetto alla sala radio, dove quella sera non entrai. Ogni tanto i fratelli Judica Cordiglia scendevano e ci davano delle indicazioni su quello che stava succedendo:«Si stanno avvicinando», «Hanno allunato» ecc.
Ero insieme ad una ventina di persone e non avevamo un televisore per seguire l’allunaggio come stava facendo praticamente tutto il mondo in quel momento. Ho vissuto quella serata attraverso il “diaframma” dei due fratelli e prendendo le impressioni degli altri giornalisti e del pubblico presente in sala.
Rividi le immagini dell’allunaggio nelle ore successive.
Mi tolsi qualche soddisfazione in più vent’anni dopo, nel giugno del 1989, in un Teatro Colosseo gremito da 1400 persone, a Torino. In vista delle celebrazioni per il decennale della missione Apollo 11 ebbi il piacere di intervistare l’astronauta Michael Collins (1). Ricordo che in quell’occasione ne apprezzai la solidità umana, tecnica e psicologica. Sul palco era presente anche Cristiano Batalli-Cosmovici (2).

D. Lei cura il mensile “Le Stelle”, quali sono le principali caratteristiche di una rivista così prestigiosa?
R. Intanto quella di dare ai lettori la possibilità di leggere testi scritti da firme riconosciute. Il tasso di preparazione è decisamente alto, molto distante rispetto a quello visto agli esordi della divulgazione scientifica e della quale abbiamo già parlato.
A questo si aggiunga anche una caratteristica che però è dei nostri lettori. Molti dei nostri abbonati e lettori vedono in “Le Stelle” non solo un prodotto editoriale specializzato, ma un vero e proprio oggetto da collezione. Molti lo acquistano non solo per informarsi e approfondire, ma anche per il piacere di possederlo nella propria biblioteca.

D. Terminiamo l’intervista con una domanda d’obbligo. Qual è la sua definizione di divulgazione?
R. Avere una buona notizia scientifica e fare capire cosa cambia nella tua vita con parole tue.

Emmanuele Macaluso


Note:
(1) Michael Collins, era un membro della missione Apollo 11. Dei tre membri dell’equipaggio, fu l’unico che non mise piede sulla Luna, rimanendo sul modulo di comando e servizio (CSM) in orbita attorno al nostro satellite naturale.

(2) Cristiano Batalli-Cosmovici è stato uno dei candidati dell’Italia ad essere proposto all’ESA per diventare astronauta. È autore di circa 200 documenti di ricerca ed è attualmente direttore della ricerca in bioastronomia all’Istituto per le Scienze Planetarie (CNR) a Roma.

Un ringraziamento ad Antonio Lo Campo per aver creato le condizioni all’incontro tra lo scrivente e il Dott. Bianucci.