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giovedì 27 settembre 2018

COMUNICAZIONE UFFICIALE: COSMOBSERVER E’ IL PRIMO CASE HISTORY DEL NUOVO MODELLO DI MARKETING APPLICATO ALLA COMUNICAZIONE E DIVULGAZIONE DELLA SCIENZA DI EMMANUELE MACALUSO.


L’esperto di marketing, divulgatore scientifico e fondatore di COSMOBSERVER, Emmanuele Macaluso, annuncia la pubblicazione del suo innovativo modello di divulgazione durante una conferenza stampa.


 (Emmanuele Macaluso nel suo studio privato con il suo "MfSD - Marketing for Science Dissemination", il suo nuovo Modello di Marketing Integrato Applicato alla Comunicazione e Divulgazione della Scienza)
 
Lo scorso giugno era trapelata la notizia relativa al nuovo lavoro di ricerca dell’esperto di marketing torinese Emmanuele Macaluso. Si tratta di un nuovo modello di marketing integrato applicato alla comunicazione e alla divulgazione della scienza.
Un documento che codifica le procedure per rendere efficace, dal punto di vista comunicativo, l’immissione di un messaggio scientifico a favore del grande pubblico.
Un nuovo modo di fare comunicazione e divulgazione scientifica, che tiene conto del potenziale dei nuovi media e dei vantaggi strategici del loro utilizzo coordinato con i media tradizionali e le molte discipline coinvolte nel processo di divulgazione.

Nel corso di una conferenza stampa, Emmanuele Macaluso ha dichiarato che il modello sarà pubblicato – e reso pubblico – nel 2019, dopo la pubblicazione del bilancio sociale e di missione di COSMOBSERVER.
Il nuovo modello infatti, è stato testato già in ambiente operativo dall’esperto di marketing e dal suo team di ricerca. È stato infatti inserito nelle strategie del sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio fondato dallo stesso Macaluso.
L’integrazione dell’utilizzo del modello ha contribuito a rendere COSMOBSERVER, in soli 4 anni, un punto di riferimento credibile nel mondo della divulgazione scientifica italiana.

Ma chi è Emmanuele Macaluso, l’autore di questo innovativo documento?
Enfant prodige del marketing italiano, nel 2003 inizia la sua carriera da consulente e docente. Nel 2009 era a capo della segreteria nazionale della campagna di farmacovigilanza “Giù le Mani dai Bambini”, quando questa ha ricevuto dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, la Targa d’argento della Presidenza della Repubblica Italiana.
Nel 2011 presenta il suo rivoluzionario “Manifesto del Marketing Etico”, un documento formale con linee guida relative all’utilizzo di regole etiche nelle strategie di marketing. Il documento è allo studio di decine di facoltà in tutto il mondo ed è stato tradotto in sette lingue.
I suoi saggi “Bende Invisibili – Manifesto del Marketing Etico” (Marco Valerio Editore) e “Dirty Marketing” (Golem Editore) hanno vinto premi letterari e sono stati inseriti nella biblioteca del centro Unesco di Torino.
Nel 2014 fonda il sito di divulgazione dedicato allo spazio COSMOBSERVER - www.cosmobserver.com - che in pochi anni diventa un vero e proprio network di divulgazione e comunicazione.
Nel 2017 balza agli onori della cronaca dopo la pubblicazione di un articolo dal titolo:”Inquinamento luminoso, analisi di un problema globale”, che è stato ripreso da decine di testate media e stampa.
Incontra dal vivo, attraverso attività di infotainment e edutainment, migliaia di persone, e per il suo stile comunicativo e l’autorevolezza, molte testate giornalistiche lo hanno definito l’Al Gore italiano.

“Questo sarà il mio ultimo lavoro nell’ambito della ricerca – dichiara Macaluso, che continua – il nuovo modello sarà pubblicato in un articolo scientifico nel 2019, dopo la messa on-line del bilancio di missione di COSMOBSERVER. Dal momento che COSMOBSERVER rappresenta il primo case history del modello, preferisco che il pubblico e la comunità scientifica acquisiscano prima i dati operativi, in modo da poter valutare l’efficacia del modello stesso con trasparenza. Secondo le rigide regole del mio codice etico (il Manifesto del Marketing Etico ndr). Sono molto soddisfatto dei risultati che stiamo ottenendo e devo esprimere la mia gratitudine a tutti i professionisti, delle diverse discipline coinvolte nel modello, per l’inestimabile apporto che le loro conoscenze ed esperienze hanno donato al mio modello”.

Un nuovo modello quindi, che porterà la divulgazione scientifica in una dimensione più evoluta ed efficace.

Di seguito i contatti per seguire i progetti di Emmanuele Macaluso:

Emmanuele Macaluso

mercoledì 7 febbraio 2018

FALCON HEAVY DI SPACEX SUPERA IL SUO PRIMO TEST DI VOLO ED ENTRA NELLA STORIA



(La Tesla Roadster con a bordo il manichino con indosso la tuta spaziale SpaceX e la Terra sullo sfondo. La Roadster era il carico "domostrativo" utilizzato per il test di volo - Credit: SpaceX)

Era dai tempi dell’Apollo e dei vettori Saturn V che non si vedeva qualcosa di queste dimensioni su una rampa di lancio. Il 6 febbraio 2018 sarà ricordato negli ambienti dell’astronautica come la data in cui un’azienda privata ha rialzato le ambizioni dell’esplorazione spaziale.
Il test di volo del Falcon Heavy di SpaceX è stato annunciato e organizzato, dal punto di vista mediatico, come un grande evento sportivo, che ha portato l’interesse verso un evento scientifico e tecnologico ad un livello di portata globale e generalista.
Dopo qualche ora di ritardo, a causa dei forti venti in quota, alle 21,45 (ora italiana), il Falcon Heavy, alto 70 metri - quanto un palazzo di 23 piani - è decollato con tutta la potenza dei suoi 27 motoriMerlin”, dal complesso di lancio 39A del Kennedy Space Center. Lo stesso da cui partivano le missioni Apollo e gli Space Shuttle.
Life on Mars” di David Bowie è stata la colonna sonora scelta per questa impresa da Elon Musk, e ha sottolineato la diretta globale di questo evento.

Ma veniamo al test di volo e ai suoi obiettivi che sono stati tutti raggiunti. Il Falcon Heavy, con una Tesla Roadster e un manichino con indosso una tuta spaziale SpaceX stipati nell’area cargo, doveva partire dalla rampa di lancio. L’Heavy è formato da 3 booster, uno centrale e due laterali. Al termine della fase di spinta i motori dovevano staccarsi e rientrare sulla Terra per essere successicamente riutilizzati.
I due razzi laterali avevano un rientro programmato a Cape Canaveral, mentre il centrale (l’ultimo a staccarsi dal Falcon Heavy), è atterrato su una piattaforma predisposta per il rientro nell’Oceano Pacifico.
Una volta in orbita, il vettore doveva “indirizzare” il suo carico verso una traiettoia che ha come obiettivo il raggiungimento dell’orbita di Marte, il pianeta rosso.

Ed è dopo il successo del lancio e del rientro dei tre booster che la scienza ha lasciato spazio allo spettacolo e al marketing. Entrerà nell’iconografia terrestre la foto che vede una fiammante Tesla Roadster rossa, aperta in versione cabrio, con a bordo un manichino vestito dalla tuta spaziale SpaceX presentata solo qualche mese fa dallo stesso Elon Musk. Un auto con a bordo un astronauta e sullo sfondo il pianeta Terra. Un’immagine così potente da diventare in poche ore storia e icona. Sul display, al centro della console dell’auto, la scritta “Don’t panic”.

Un evento scientifico e tecnologico che alza le ambizioni del fondatore di SpaceX, che nel 2016 aveva annunciato un piano per colonizzare Marte utilizzando dei vettori in grado di trasportare 200 persone. Ma il test, del quale diamo conto, ha segnato anche il cambiamento del modo di raccontare l’esplorazione spaziale: con leggerezza (ma puntualità scientifica) e in modo inclusivo e spettacolare. Dalle scorse ore il modo di raccontare la scienza diventa ancora di più infotainment.  

Emmanuele Macaluso